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    Published on 18/01/2015 18:31  Number of Views: 33 

    "Stato e mafia sono andati a braccetto per oltre 40 anni. Ma dovevano incontrarsi in clandestinità ché, si sa, in Paese si parla. Così come amanti il loro rapporto è andato avanti e come in tutte le coppie, con alcuni screzi – oggi ti ammazzo un magistrato, domani mi arresti un boss – ma fondamentalmente con una convivenza anche abbastanza civile. Ci si sedeva allo stesso tavolo a spartirsi il manciare, ci si aiutava in un rapporto mutualistico. Insomma, una vera e propria coppia di fatto. E poi che ci fu? Ci fu che qualcuno, nell'est europeo, ha deciso di fare saltare il tavolo sul quale s'era poggiato il mondo sin dal dopoguerra. Si disgrega l'Unione Sovietica e gli stati satelliti e un giorno il mondo s'è svegliato con un muro in meno e nuove regole da creare sulle ceneri delle precedenti. E l'Italia è crollata appresso a tutto il resto. Fino ad allora lo Stivale era stato un buon campo di battaglia per le due fazioni in cui era diviso il globo, un terreno sperimentale sito nell'avamposto dell'Occidente a pochi passi dal comunismo. E, fra gli esperimenti, c'era quel rapporto con la mafia. Quei “goodfellas” affidabili, utili all'occorrenza ma che, senza comunista da tenere a bada, non erano più dei partner strategici. Così, sulla soglia delle nozze d'oro, Stato e mafia litigano. E per la prima volta, nel gennaio 1992, l’intera Cupola si trova con gli ergastoli definitivi sulle spalle.
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    Published on 09/10/2014 14:57  Number of Views: 342 
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    La sede del Quirinale è immune alla presenza degli imputati, anche quando a testimoniare sul Colle più alto di Roma è il presidente della Repubblica. È per questo motivo che il prossimo 28 ottobre Giorgio Napolitano testimonierà nel processo sulla Trattativa tra pezzi dello Istituzioni e Cosa Nostra, alla sola presenza dei legali e dei pm: assenti saranno Totò Riina, Leoluca Bagarella e Nicola Mancino, gli unici imputati del processo che avevano fatto richiesta di presenziare all’udienza. Rigettata anche l’istanza presentata dall’Associazione tra Familiari della strage di via dei Georgofili, tra le parti civili ammessi al dibattimento.
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    Published on 09/10/2014 14:52  Number of Views: 319 
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    I giudici della Corte d’Assise di Palermo hanno detto no alla presenza degli imputati alla deposizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’ambito del processo sulla Trattativa Stato-mafia. L’udienza è prevista per il 28 ottobre e verrà celebrata al Quirinale, unica sede in cui il capo dello Stato può rendere testimonianza. Sede che gode di una “immunità” che impedisce – secondo i giudici – la presenza di chi è sotto accusa. A chiedere di poter assistere all’audizione da parte delle parti erano stati i boss Totò Riina e Leoluca Bagarella e anche l’ex ministro Nicola Mancino.
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    Published on 08/10/2014 14:43  Number of Views: 339 
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    In seguito alle recenti intimidazioni mafiose ricevute dal procuratore generale Roberto Scarpinato, la casa editrice Chiarelettere lancia un appello di solidarietà e, da venerdì 10 a domenica 12 ottobre, darà la possibilità ai lettori di scaricare gratuitamente l’e-book Il ritorno del principe, la testimonianza di un magistrato schierato in prima linea contro la mafia e scritto a quattro mani con Saverio Lodato.
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    Published on 07/10/2014 14:36  Number of Views: 444 
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    La Procura di Palermo, in una memoria depositata alla Corte d’Assise, ha dato parere favorevole alla partecipazione dei boss Totò Riina e Leoluca Bagarella e dell’ex ministro Nicola Mancino alla deposizione, al Quirinale, del Capo dello Stato al processo sulla trattativa Stato-Mafia. I capimafia, qualora la Corte accogliesse la loro istanza di assistere alla deposizione, parteciperebbero in videoconferenza dal carcere, mentre Mancino potrebbe assistere dal Quirinale.
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    Published on 07/10/2014 14:32  Number of Views: 319 
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    Il prossimo 28 ottobre Nicola Mancino vuole salire sul Colle più alto di Roma per assistere alla deposizione di Giorgio Napolitano al processo sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra. Dopo i boss mafiosi Salvatore Riina e Leoluca Bagarella, quindi, anche l’ex presidente del Senato ha fatto depositare dai suoi legali una richiesta alla corte d’Assise di Palermo per chiedere di essere presente al Quirinale durante la testimonianza del Presidente della Repubblica.
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    Published on 01/10/2014 19:38  Number of Views: 309 
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    Prima di essere formalmente affiliato a Cosa Nostra, di essere “punciuto” mentre un’immaginetta sacra veniva bruciata, Sergio Flamia chiese il “permesso” agli uomini dei servizi con cui era in contatto. E gli uomini dell’intelligence glielo accordarono: apparati dello Stato avrebbero dunque consigliato al boss di Bagheria, già considerato uomo di Cosa Nostra ma affiliato soltanto nel 2010, di entrare formalmente nell’organizzazione. E in seguito furono gli stessi agenti dei servizi a dare parere positivo al boss mafioso in merito alla sua intenzione di collaborare con la magistratura.
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