Anselmi: ha vinto gelli, l'uomo del ricatto
ROMA - "Gelli ha una scatola nera per ciascuno di quelli con cui e' entrato in relazione. Ha sempre lavorato cosi': sul ricatto. Anche adesso: dice, non dice, manda a dire. Sono messaggi obliqui che arrivano a chi devono arrivare. In un punto sono d'accordo con lui: nessuno degli affiliati alla P2 si e' pentito. Sono ancora tutti li', uno e' diventato presidente del Consiglio".

Tina Anselmi, ex presidente della commissione d'inchiesta P2, intervistata da REPUBBLICA commenta l'intervista rilasciata domenica scorsa dall'ex maestro venerabile della P2 Licio Gelli. ''La Rai ormai e' ridotta a questo: un megafono del governo - dice Tina Anselmi riferendosi al messaggio lanciato ieri in tv da Berlusconi sulla riforma delle pensioni - Diceva il piano di Rinascita di Gelli: "Dissolvere la Rai-tv in nome della liberta' di antenna, impiantare tv via cavo a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del paese". Non e' forse quello che e' successo?.


''La commissione d'inchiesta - ricorda - ci ha impegnati a tempo pieno dal 1981 al 1985. Quando dico tempo pieno, intendo che non abbiamo praticamente fatto altro giorno e notte. E' anche per questo che quando leggo le parole di Gelli su Repubblica, oggi, mi assale lo sconforto (per il tempo dedicatoa una battaglia) ''inutile. Tanto lavoro d'indagine, tanti buoni risultati, ne emergeva una trama cosi' chiara: eppure non gli e' stato dato alcun seguito. Il parlamento aveva avuto mandato di togliere il segreto alla massoneria: rendere visibile un'attivita' svolta nella segretezza. Non lo ha mai fatto: non ha mai scritto le leggi di applicazione del principio costituzionale che non ammette societa' segrete. Ci sarebbe ancora tanto lavoro da fare, ma dubito che oggi lo si faccia. Se non e' stato fatto finora, si figuri se lo faranno un governo e una maggioranza parlamentare costellate di ex affiliati alla loggia.(...)

Non penso affatto che il pericolo sia cessato. Gli esponenti della P2 sono, per stessa ammissione di Gelli, molti piu' di quei mille nomi scarsi che furono trovati negli elenchi sequestrati ad Arezzo e a Castiglion Fibocchi. Molte di queste persone sono insediate in ruoli chiave dello Stato. Hanno fatto carriere brillanti e continuano a farne. Dopo vent'anni sono ancora tutti li'''. I politici iscritti alla P2? ''Li sentimmo tutti, ovviamente.

Berlusconi no, allora era un semplice imprenditore. Pero' leggo che oggi ha affidato il suo partito a Cicchitto: lui fu sentito. Cicchitto disse di essersi affiliato alla P2 perche' attraversava una fase politica e personale molto delicata. Disse che si sentiva sommamente insicuro, che aveva qualcuno che lo seguiva come un'ombra. Racconto' di aver parlato del suo disagio con alcuni compagni di partito che gli suggerirono questo: "Se vuoi liberarti di quell'incubo persecutorio vai da Gelli". Cosi' fece. Racconto' che Gelli gli raccomando' di stare tranquillo, che lo avrebbe liberato da quella persona. Infatti, disse Cicchitto, se ne libero'''. Ci sono antidoti a questo stato di cose? ''Bisognerebbe - conclude Tina Anselmi - che reagisse la parte sana dello Stato, che l'organismo democratico desse un segnale di vitalita'. Bisognerebbe. Io non perdo la fiducia''

Fonte: ANSA 
 
 
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