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Calvi: tornano trame e disinformazione |
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Con la vicenda dello spionaggio fiscale di esponenti politici "riemergono i vecchi sospetti che vedono i servizi e la manipolazione dell'informazione inquinare il tessuto democratico del nostro Paese".
Lo afferma il senatore dell'Ulivo Guido Calvi, che ricorda come ai tempi dell'inchiesta P2 ci fosse in Italia un sistema di potere occulto "che non solo gestiva l'economia e l'apparato istituzionale, ma che aveva un legame diretto con i servizi deviati, come abbiamo visto nei processi per strage. In quel Paese abbiamo vissuto momenti terribili. E il controllo dell'informazione". Secondo Calvi, che è avvocato e docente universitario, "nel 2001 quella struttura occulta è diventata palese. E' diventata forza di governo visibile. Esponenti di quel governo erano stati iscritti alla P2. Su televisione e magistratura le previsioni di Licio Gelli sono diventate agire politico. Nel 2001 - prosegue Calvi - una delle prime operazioni che fa quel governo è istituire due commissioni, Mitrokhin e Telekom serbia, che sono evidenti strumenti di lotta politica. Contenitori, tra l'altro, al loro interno, di manipolatori e truffatori, oggi imputati e sotto processo, per calunnia". Oggi, osserva, "non può certo sfuggire la contestualità tra l'istituzione di queste Commisioni, le intercettazioni contro Romano Prodi e i dossier su altri leader del centrosinistra e su esponenti della magistratura". Calvi, che ritiene "perseguibile" l'ipotesi di istituire una Commissione d'inchiesta sulla vicenda, chiede che "la magistratura faccia il proprio lavoro fino in fondo". E dal punto di vista dell'azione politica "è chiaro che a questo punto maggioranza e governo devono impegnarsi in un ricambio profondo di uomini e di regole". |