• Libri e poesie di Licio Gelli

    LICIO GELLI - Accademico dei Micenei
    (Da sn.) Gelli riceve il Premio "S. Domenichino" dal Presidente della Giuria Alesssandro Quasimodo

    Nato a Pistoia nel 1919, vive ad Arezzo.
    Poeta, narratore, saggista e pubblicista molto noto, ha svolto da moltissimi anni un'intensa attività giornalistica. È stato più volte inviato speciale. Ha collaborato con vari giornali e periodici italiani, tra i quali: Il Piave, Mondo Libero, La Gazzetta di San Severo, I Giorni, Cultura e Ambiente, Flash, Alfa Omega, Corriere di Roma e Oggifuturo.


    Ha pubblicato, ad oggi:

    Poesia: "Luce di stelle alpine" (1959-71), "Poesie del silenzio" (1990), "L'albero delle poesie" (1992), "Il mulino delle poesie" (1992), "A Wanda…Poesie" (1992), "Il cassetto delle poesie" (1993), "Pensieri poetici" (1993), "Incontri all'alba" (1993), "Conchiglie" (1994), "Canzone per Wanda" (1994), "Raggi di luce" (1994), "Gocce di rugiada" (1995), "Farfalle" (1995), "Perle del cielo" (1996), "Come bionde sirene" (1996), "Trucioli di sogno" (1996), "Frammenti di stelle" (1996), "Riccioli d'oro nel vento" (1996), "Nel nome del padre" (1996), "Miti nella poesia" (I vol. - 1996), "Canto dagli abissi" (1997), "Miti nella poesia" (II vol. - 1997), "Miti nella poesia" (III vol. - 1997), "Il tempo felice di quando soffrivo" (1997), "Il tempo dell'amore" (1997), "Cantici" (1998), "Rose e spine" (2000), "Luna a colori" (2000), "Al nome di donna… una poesia" (2000), "Poesie - 1959/1999" (2001), "Petali di margherita" (2002), "Stelle filanti" (2002), "Rimembranze di primavere perdute" (2003), "Ricordi lontani" (2003);
    "Opera omnia" (2004); "Ho finito l'inchiostro" (2004)

    Narrativa, Saggistica, Statistica: "Fuoco! Cronache legionarie - Spagna" (1939), "E la morte a paro… a paro" (1940), "Anno del gran perdono e ritorno" (1950), "Nozioni Commerciali - Settore vendita" (1952), "La verità" (1989), "Come arrivare al successo" (1990), "Fuoco! Cronache legionarie di Spagna" (Ristampa - 1991), "Racconti e storie" (1991), "Banco Ambrosiano - Una favola triste all'italiana" (1991), "Il ritorno di Gesù" (1992), "Uomini dal cielo" (1994), "Lo strizzacervelli" ( 1994), “Bagliori d'immagini" (1994), "Dossier Spagna" (1995), "C'era una volta messer Leonardo" (1995), "Gli ultimi cavalieri" (1995), "Lettera a Wanda" (1997), "Il potere dei vis" (1999), "La linea del Piave" (1999), "Il falco" (1999), "Lacrime d'oro" (2000), "La verità dei giudici sulla loggia P. 2 " (2001).
    Il libro "Canzone per Wanda" è stato tradotto in Bulgaro, Svedese, Georgiano, Rumeno, Croato, Russo e Inglese.

    Numerosissimi i Premi Letterari conseguiti; dal 1963 al 2001 se ne contano oltre 200.



    ALCUNI GIUDIZI DELLA CRITICA:

    Michele Alemanno, Rettore Accademia Internazionale dei Micenei:
    - ''... Gelli valica ogni confine materiale per offrire un canto cristallino dai ritmi sempre nuovi e sempre più toccanti ".

    Prof. Campana, Direttore Scolastico Scuole di Verdun, Francia:
    - ''... La poesia del poeta Gelli scaturisce dal profondo dell'animo e inonda il lettore di quel sentimento derisorio e violento che si chiama vita''.

    Prof . V.G. Tyminsky, Senato Accademico delle Scienze Naturali della Russia, Mosca:
    - ''... Il poeta Licio Gelli invita il lettore a oltrepassare i limiti della propria mente e a diventare il complice dell'autore. Questa caratteristica particolare del poema 'Canzone per Wanda' ne fa un'inimitabile capolavoro di arte poetica...".

    Prof. Teodor Maghiar, Rettore Università di Oradeo, Romania:
    - ''... Il poeta Licio Gelli è un grande artista raffinato e le sue poesie infondono speranza, fede e vitalità al genere umano. Egli dà forza alla gente disperata, richiamandola ad amarsi e riconsiderare gli antichi valori dell'umanità''.

    Avv. Antonio Della Rocca, Pretore Onorario Pretura Penale di Roma:
    - ''... La poesia di Licio Gelli è un grido di riscossa un grido di espiazione, un grido di speranza, un grido di resurrezione, un grido di trionfo''.

    Prof. Augustin, Rappresentante culturale Oradea, Episcopato Ortodosso-Romano, Romania:
    - ''...Esaminate le opere poetiche di Licio Gelli, lo consideriamo uno dei maggiori esponenti della poesia europea''.

    Associazione Artistica e Culturale 'Lovro Jezek', Bistrica, Croazia:
    - ''... Nello stile dei versi di Gelli risuonano motivi universali di una rara e ineguagliabile perfezione''.

    Dr. Aldo Chiarle, Direttore del giornale 'Liguria oggi':
    - ''... Il poeta Licio Gelli è indubbiamente una delle voci più alte della poesia italiana''.

    Prof. O. Basarbaev, Ministro della Cultura dello Stato Kryghyaz, candidato al Nobel 1993 per la poesia:
    - ''...Licio Gelli è un vero e autentico poeta. La sua lirica canta la speranza e l'amore, il rispetto dei valori essenziali umani, la tolleranza e l'aspirazione per il bene''.

    Prof. Pajkob, Rettore di Khudjand, Tajikistan:
    -''... La lirica del poeta Licio Gelli canta la fede, la giustizia Divina, i valori comuni a tutta l'umanità''.

    Prof. Dusan Rapo, Università di Zagabria, Croazia:
    - ''... Le poesie del poeta Gelli rappresentano una sottile analisi della vita interiore dell'uomo, specialmente in in situazioni considerate catartiche, come la sofferenza il dolore, la paura la malattia e l'agonia''.

    Prof. V. Vanslov, Accademia delle Belle Arti, Mosca, Russia:
    - ''... E difficile menzionare un autore moderno come Licio Gelli, i cui versi lirici abbiano la stessa forza di generalizzazione e tutta la singolarità spiccante del suo mondo spirituale Attraverso il mondo spirituale del poeta si sente tutta la storia.

    Di lui hanno anche scritto: Carlo Marchese, Gino Spinelli de' Santelena, Pier Carpi, Augusto Alessandri, Teodosio Martucci, Piero Cernetti, Giuseppe Laterza, P. Citati, Ornella Ferrero, Guerino d'Alessandro, Ferruccio Monterosso, Anna Curcio.

    “…La natura ed il quotidiano, l'animo e l'ambiente, l'etica e l'arbitrio, la li*bertà ed il condizionamento in tal modo si rivelano le strutture portanti di tutta la poesia gelliana. Ma bisogna legger*la e riflettere su di essa per farsi l'idea di quale energia ispirativa sia dotato il Poeta che si serve del verso per esprimere tensioni inconsce e ragionate di critica chiarificatrice. Un modo per considerare come il Poeta ha per noi compreso come pochi la forza odierna della poesia, la sua vitalità, la sua esistenza che si ragguaglia e si con*fronta tra l'utopia e l'autentico, la natu*ra e la storia, la civiltà e la violenza. Fattori che si manifestano i momenti focali che carat*terizzano l'aspetto lettera*rio di Gelli che collega la trascendenza all'immanen*za, il mistico alla realtà della vita. Una poesia che evidenzia lo stimolo della ricerca navigando tra gli anfratti della contraddizione e ne sigilla con l'atten*zione del verso l'efficacia del richiamo correttivo sen*za peraltro sconfinare nel discutibile della morale. Il profeta dell'utopia ed il calibratore dell'essenziale vivono così l'intesa di un sotterraneo accordo evocativo, desideroso di far*si spinta di una nuova vita umana osservata più in sintonia di poesia.”

    Giuseppe Martucci

    “…La poesia gelliana, di natura ingenua ma ricca di ele*menti culturali, è riconoscibile dallo stile discorsivo, alieno da forzature retoriche, metriche e di rima, estraneo al dettato di scuole o di correnti, tutto vibrante di una musica inte*riore pluritematica che, nell'assecondare il ritmo della sua vena fluida e scorrevole, a tratti piana, a tratti impetuosa, si ripropone liricamente in variazioni su temi costanti. Essa accentra nella matrice della memoria due coordinate essen*ziali: il senso angoscioso degli affanni per le ingiustizie subite e la tendenza spirituale a trasfigurare liricamente la sua anima in un sentimento di riconciliazione. I motivi ispiratori, quali gli affetti, l'amore per Wanda, la riflessione sulla propria vita, sul dolore, sulla solitudine, sulla società contemporanea, la fede religiosa e i sentimenti umanitari, i miti antichi, appaiono modulati secondo una Weltanschauung idealistica sottesa da forte tensione estetica ed etica che anela all'armonia, all'assoluto, all'eternità.
    Immergersi nel vasto mare dei versi di Gelli significa intraprendere con lui uno straordinario viaggio nell'incon*scio che, elaborando il vissuto a livelli subliminali, fa luce sul vero senso della vita, in virtù del quale il poeta, senten*dosi finalmente libero e in armonia con l'universo, si appro*pria dell'esistenza come vocazione divina nell'uomo, e tende a ri-crearla liricamente attraverso la parola poetica.
    Sempre, nelle afflizioni e nella disperazione, mirando a realizzare un consuntivo della propria vita e un bilancio interiore, egli si affida al recupero memoriale irrorato dalla sacertà degli affetti, nella certezza che solo il calore umano dei suoi cari può infondergli speranza e lucidità di visione…”

    Grazia Marzulli

    “…Il richiamo alla patria è assai frequente, ma più continuo ancora il sospiro verso l'umanità che vede sofferente e assetata d'amore; il senso della vita, ancora una volta, come per il Pascoli, sta nel procacciarsi fratelli; ai vili che tradiscono, ai fraudolenti che ingannano, il poeta asse*tato di sociale solidarietà e fratellanza (nel settecentesco richiamo di "libertà, eguaglianza e fraternità", insito nello
    svolgersi del suo cammino etico supre*mo), tende le sue forze a fondare una co*munità migliore. Assumendo ciò che serve allo scopo, l'Autore vuol ridurre pen*sieri e sentimenti, fatti e ideologie, a unità morale, per la nuova e migliore società del domani, affinché la bruttura del male di cui gli uomini si macchiano, più per ignoranza che per altro, venga estirpata per sempre dalla vita dei mortali.
    Alla stregua di Jules Romains che aveva detto in La vie unanime: «bisognerà pure che un giorno diventiamo l'umanità», Gelli afferma che occorre abbracciare tutti gli uomini fasciati dai mistero delle cose e della natura poiché tutti portano nel cuore una «solinga lampada di tomba» nel «lento trasmigrare di pensieri, lungo archi di tempo»…”.

    Augusto Alessandri

    Collegamento: Micenei.it