• La parola a Lucio Gelli

    Gli Articoli Personali di Licio Gelli.
    Tratti dal Giornale IL PIAVE

    LA MAGISTRATURA? UNA CASTA INTOCCABILE!

    Ci troviamo in una democrazia gravemente ammalata dove i partiti, snaturati dalla loro ragione di essere, arraffano ogni spazio pubblico e privato, immobilizzando contemporaneamente l'evoluzione politica, economica e sociale, anche tramite i sindacati ufficiali a loro asserviti, non avendo alcun interesse a che avvengano cambiamenti, soprattutto in meglio, in Italia.

    Cosi tutto si snatura, le crisi di governo avvengono al di fuori del Parlamento, che non riesce a legiferare ed è diventato un mercato d'affari, dove si fa tutto tranne quanto stabilito dalla Costituzione. Mancando il legislatore, ecco allora un altro potere, la Magistratura, prenderne il posto con arroganza, non limitandosi più ad applicare le leggi, ma sostituendosi a esse. I nostri magistrati, sempre fatte le debite eccezioni, sono ammalati di protagonismo, guidano una giustizia non uguale per tutti, ma troppo spesso faziosa in chiave politica come in chiave amministrativa.

    E si prestano a blitz di parte, dietro ordini di fazioni politiche, arrestando cittadini innocenti che avranno giustizia dopo decenni, o imbastendo polveroni per demonizzare questo o quel personaggio, questa o quella istituzione e riuscendo quasi sempre nell' intento. Quanti sono gli uomini e gli enti rovinati dalla furia di certi magistrati e dal loro protagonismo?

    Gli italiani rendendosi conto di questo potere assoluto affidato ad una casta intoccabile, avevano votato, con un referendum, a stragrande maggioranza la responsabilità civile del giudice in caso di errore grave. Ebbene, i cittadini sono stati raggirati ancora una volta e tra mille fumisterie, è passata una legge che contraddice il senso del referendum e da ai magistrati ancora più potere e ancora più immunità.

    Come si sa la giustizia in Magistratura è affidata al Consiglio Superiore della Magistratura, un organo anch'esso totalmente lottizzato e politicizzato, con uomini indicati dai partiti e che dei partiti debbono fare l' interesse. Un organo che andrebbe spazzato via, e far si che i magistrati, quando sbagliano in buona o cattiva fede, quando perseguitano e organizzano cacce alle streghe, quando rovinano l'onore di una persona o gli interessi di un ente e di un'azienda, rispondano in prima persona, come tutti gli altri cittadini, che ricoprono cariche ancora più delicate delle loro.

    Se un chirurgo sbaglia un intervento, viene condannato a pagare duramente anche col carcere, e lo stesso per l' amministratore di un grande ente e chiunque altro sbagli, in Italia. Proprio noi dobbiamo mantenere una casta arrogante, senza controllo alcuno, che può modificare gli equilibri politici e sociali, provocare danni irrimediabili, senza doverne rispondere allo Stato e a tutti i cittadini?

    E perchè consentire che i magistrati militino in partiti, anche eversivi, e applichino a volte la legge con l'occhio di parte, nell’interesse di una fazione, andando contro la legge? Per curare i mali della giustizia, bisogna che i magistrati siano estranei alla politica e ai partiti. Se qualcuno di essi vuole militare in una fazione, prima deve andarsene dalla magistratura o esserne cacciato. I magistrati devono essere persone oneste e dignitose. Ma, perchè questo avvenga, perchè questo grande potere di amministrare la giustizia e non, come avviene sempre pia spesso, l'ingiustizia, sia all'altezza del suo rango, occorre che lo Stato dia compensi giusti a uomini che debbono gestire tanta responsabilità, e copra tutte le disfunzioni di organizzazione, di strutture, di personale, in modo seriamente adeguato. Come pretendere imparzialità da certi magistrati frustrati e complessati, pagati malissimo, senza nemmeno una macchina da scrivere o un cancelliere e con davanti la tentazione della bustarella del singolo potente o la addirittura la connivenza con organizzazioni criminali? Quella del magistrato è si una missione, ma deve essere sostenuta con forza da uno stato che, attualmente, spende meno per la Giustizia di quanto non spenda in bilancio per la Rai/Tv.

    Il problema va quindi affrontato alla radice, nei centri del potere statale, nell' alta burocrazia, nella frantumazione degli interessi tra Stato, Regioni, Comuni, e in tutti quei rivoli morti nei quali si incanala e spesso si distrae il pubblico denaro. Se si pensa ai miliardi che si spendono per ridicole commissioni parlamentari di inchiesta anche queste tutte strumentali e messe insieme per creare falsi problemi, come dispendio di energie e denaro anche di altri organismi, come la Magistratura e le Forze dell'ordine, o altri carrozzoni statali mantenuti a suon di miliardi, si sa dove reperire i fondi necessari, non solo per la soluzione di questo problema, ma di tanti, troppi, aperti nel paese.