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    Published on 27/06/2014 22:22  Number of Views: 8 
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    Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente messe di nuovi testimoni sul caso Moro. L’antecedente, risale a circa una dozzina di anni fa, con la comparsa di Antonino Arconte, sedicente ex gladiatore (il cui nome non compare in nessuno degli elenchi conosciuti), che sosteneva di aver ricevuto, sin dal 5 marzo 1978, l’incarico di recarsi in Libano, imbarcandosi sotto il nome di G-219, per avvicinare il leader dell’Olp Arafat e chiedergli di intercedere presso le Br, per ottenere la liberazione di Moro. E, dato che il rapimento avverrà solo il 16 marzo, questo fa dire ad Arconte che il servizio era al corrente dell’agguato delle Br.
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    Published on 25/06/2014 22:12  Number of Views: 18 
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    Nel 1980 un romanzo anticipò il sequestro del generale Dozier e descrisse gli intrecci e le trame delle Brigate Rosse, tra servizi segreti russi, americani e italiani, nel pieno dello scontro tra palestinesi ed israeliani. Una spy story che disegnò l’identikit del capo delle BR, il criminologo Giovanni Senzani. Una storia ambientata a Napoli che, riletta alla luce delle indagini degli ultimi anni, non finisce di stupire.
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    Published on 13/05/2014 22:01  Number of Views: 9 
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    7 gennaio 1983. Una nota riservata di Tina Anselmi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri esplicava che nel corso dei lavori della Commissione, di cui la parlamentare era presidente, in relazione ai rapporti tra massoneria e Stato, emergeva nei fatti un contatto personale di Licio Gelli con i Servizi segreti (nella specie del SISDE), che in almeno una occasione si sarebbero valsi della sua opera nella qualità di un non bene identificato collaboratore. Questo episodio storico “ documentato in istruttoria coincideva con ulteriori elementi a loro disposizione” tali “ da indurre la Commissione ad ipotizzare un collegamento tra Gelli con i servizi segreti non episodico ma di natura organica” e comunque da lasciar intendere una infiltrazione nei Servizi da parte della Loggia P2.
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    Published on 24/03/2014 22:36  Number of Views: 9 
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    Sono stati gli ultimi ad andarsene, prima erano tutti lì, dalle parti di piazza del Gesù (sede storica dei gesuiti) e sede nazionale della Democrazia Cristiana. A pochi passi in via delle botteghe oscure quella del Partito Comunista. A metà strada via Caetani, dove il ritrovamento del corpo di Aldo Moro segnava il divieto sancito da Yalta ad una terza via e, sempre lì intorno, la sede del Grande Oriente d'Italia, palazzo Giustiniani, frequentato, si vociferava, dagli iscritti all'uno quanto all'altro dei partiti, ma anche da prelati (porporati compresi) e togati. Non si capiva bene all'epoca se e quanto personaggi come Giulio Andreotti o Licio Gelli facessero parte o meno del Grande Oriente e se e quanto invece di una loggia detta P2.
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    Published on 16/03/2014 22:18  Number of Views: 17 
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    Le celebrazioni per il rapimento dell'onorevole Aldo Moro e la strage della sua scorta in via Fani, del 16 marzo 1978, rischiano di diventare il momento in cui tutta la tragedia viene sepolta dalle solenni ovvietà (cito Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo). Il non abbassare la guardia contro il terrorismo, il sacrificio di Moro (e della scorta), l'orrore del terrorismo rosso.
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    Published on 14/02/2014 15:42  Number of Views: 8 
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    Il video contiene:
    - Blu notte: L'ombra oscura della P2
    - Daniel Estulin presenta il suo libro "Il Club Bilderberg"
    - L'elenco dei 43 massoni italiani del Gruppo Bilderberg
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    Published on 07/01/2011 12:59  Number of Views: 17 
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    Altri cittadini cubani e venezuelani furono indagati ed arrestati nell’ambito del procedimento contro gli esecutori dell’attentato al Dc-8 esploso nei pressi della costa di Barbados. Molti di essi prestavano o avevano prestato servizio presso un’agenzia di vigilanza privata, la “ICI” (Investigaciones Comerciales e Industriales), con sede a Miami e una filiale a Caracas, diretta dall’ex ispettore di polizia del regime di Batista, Luis Posada Carriles, tra i fondatori della nota organizzazione terroristica anticastrista “Alpha 66”. I tabulati provarono una fitta rete di chiamate telefoniche alla vigilia dell’attentato tra i due esecutori materiali, Hernan Ricardo Losano e Freddy Lugo, e il cubano naturalizzato nordamericano. Altra singolare coincidenza, il primo “fotoreporter” aveva lavorato saltuariamente presso l’agenzia d’investigazione privata ICI.
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