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E’ attraverso un comunicato stampa che i Giovani Comunisti (Prc) di Arezzo dicono “No” ai tentativi di rivalutazione del ruolo di Licio Gelli e della Loggia P2.
“Questo Sabato ad Arezzo sarà presentato l'ennesimo libro su Licio Gelli.
Purtroppo, in un paese che sembra impegnato a cancellare ogni residuo di memoria storica, ormai tutto sembra potersi considerarsi normale. La cosa sorprendente è che gli organizzatori rilascino dichiarazioni alle televisioni locali nelle quali si sostiene che finalmente viene riconosciuto il grande valore alla figura di Licio Gelli, che Gelli è ancora un fratello Massone e via dicendo.
Questa città e questo paese tanti, troppi danni hanno subito da chi ha cospirato contro lo stato e le sue istituzioni e troppe verità scomode ancora rimangono nascoste. Per questo riteniamo grave questo tentativo di rivalutazione del ruolo storico ed umano di Licio Gelli. Un uomo che è stato protagonista di alcune delle più orrende vicende che hanno segnato in modo indelebile la storia di questo paese.
Lo ricordiamo fascista, lo ricordiamo collaboratore dei tedeschi, lo ricordiamo sempre al fianco dei personaggi più ambigui, lo ricordiamo gran maestro della P2, (loggia massonica che ha sempre perseguito lo scardinamento della democrazia in Italia) lo ricordiamo burattinaio nelle vicende più orribili, dall'Italicus alla strage della stazione di Bologna (dove è stato condannato per depistaggio) passando per piazza Fontana, Ustica ecc ecc. senza contare le collaborazioni con la mafia italiana e statunitense, il continuo e costante appoggio dei peggiori regimi sudamericani.
Ci pare veramente una brutta pagina per la nostra democrazia che coloro che hanno tramato per distruggerla oggi vengano indicati come riferimenti e come figure da rivalutare.” Fonte: Arezzonotizie.it |